Il pane e la luna. L'Immacolata e S. Siro, tra iconografia e leggenda.

In questi due giorni, abbiamo festeggiato l'Immacolata Concezione e San Siro. Ci sono due curiosità, che riguardano queste feste, e che non molti conoscono.


L'immacolata Concezione

Si tratta di un dogma proclamato l'8 dicembre 1854 da Papa Pio IX che stabilisce l'immunità di Maria rispetto al peccato originale.
Ma, nelle nostre chiese e, perché no, nelle nostre case, ci sono tantissime immagini raffiguranti la Vergine Maria. Come sappiamo a quale rivolgerci in questa festività?
Da un punto di vista iconografico, fu il pittore spagnolo Francisco Pacheco a definire, già nel VII secolo, come dipingere questa figura:

“ Si deve...dipingere...questa Signora nel fiore della sua età, da dodici a tredici anni, bellissima bambina con begli occhi e sguardo grave, naso e bocca perfettissimi e rosate guance, i bellissimi capelli lisci, color oro... deve dipingersi con tonaca bianca e manto blu vestita del sole, un sole ovale ocra e bianco, che circundi tutta l’immagine, unito dolcemente con il cielo; coronato di stelle; dodici stelle distribuite nel circolo chiaro fra splendori, servendo di punto alla sacra fronte; le stelle su alcune macchie chiare formate a secco di purissimo bianco, che esca sopra tutti i raggi... Una corona imperiale deve adornare la sua testa ma che non copra le stelle; sotto i piedi, la luna che benché sia un globo solido, prese licenza per renderlo chiaro, trasparente sui paesi; nella parte di sopra, più chiara e visibile la mezza luna con le punte verso il basso...I tributi di terra si accomoderanno, convenientemente, per paese, e quelli del cielo, se vogliono fra le nubi. Adornasi con serafini e con angeli interi che hanno alcuni degli attributi... il dragone... al quale la Vergine spaccò la testa trionfando dal peccato originale...se potessi lo eliminerei per non disturrbare il quadro”.

Ogni volta che vedrete la Vergine Maria raffigurato suora una mezza luna siatene certi, quella è l'Immacolata Concezione.





San Siro


San Siro, assieme a S. Agostino, è il patrono della città di Pavia. Fu primo Vescovo della città ma, una leggenda, lo identifica come il fanciullo che, sul lago di Tiberiade, porse i pani a Gesù per la moltiplicazione:

Dopo questi fatti, Gesù andò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade,  e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: "Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?". Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: "Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo". Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: "C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?". Rispose Gesù: "Fateli sedere". C’era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. 

Oggi sappiamo che, a livello di datazione, questa non può essere che una leggenda, ma tanto suggestiva, e con una tradizione tanto radicata che, nel giorno della sua festa, il 9 dicembre, è possibile prendere in Duomo il suo pane.