Antichi mestieri: il lustrascarpe. Nel pavese avevamo 'Ngiola.

"'O Sciuscià"

Sembrerebbe essere più famoso quello napoletano, eppure ce n'erano in tutte le città italiane. Spesso operavano nei presse delle stazioni ferroviarie, dove viaggiatori, pendolari e antichi tassisti, ovvero i conducenti di carrozze, si fermavano a farsi servire: erano i lustrascarpe.
Gli attrezzi del mestiere erano semplici: una cassetta di legno su cui il cliente poggiava le scarpe da farsi lustrare che conteneva spazzole di vario genere e lucidi di diversi colori. 

Molti non lo sanno, ma il lustrascarpe più celebre del pavese era 'Ngiola, un omino piccolo piccolo, che in realtà era diventato famoso più che altro per la sua virilità (che si diceva inversamente proporzionale rispetto alla sua altezza). Con la faccia simpatica e il cappello sempre in testa, questo signore, residente in Porta Nuova, se ne stava tutto il giorno in stazione ferroviaria a Pavia, attendendo che qualcuno si sporcasse le scarpe!

'Ngiola al lavoro, fotografato da Chiolini.