ARTE&STORIA: I covoni di Monet

A fine estate le campagne, ancor oggi, si cospargono di covoni. La paglia raccolta il balle viene utilizzata in svariati modi durante l'inverno, nelle stalle o ai piedi delle piante per mitigare la rigidità delle temperature. Anche Claude Monet, artista e pittore parigino, ne rimase colpito durante un suo soggiorno dallo spettacolo campestre. Il variare delle luci durante le stagioni, il calore che questa ne provoca su soggetti elementari come dei covoni di paglia, lo spinsero a dipingere una serie di quadri. 
I Covoni di Monet rappresentano con tratti quasi indefiniti il mutare della luce, delle stagioni e delle ore su degli oggetti . L'artista dipinse la serie  Meules tra il 1889 e il 1891, e riuscì a venderla direttamente ai collezionisti durante l'esposizione a Casa Durand-Ruel



Nel 1913, rimasto estremamente colpito da un esemplare esposto a Mosca, Wassily Kandinsky ricorderà: 

"Per la prima volta mi trovavo di fronte ad un dipinto rappresentante un pagliaio, come diceva il catalogo, ma che io non riconoscevo come tale. Questa incomprensione mi turbava, m'indispettiva; trovavo che il pittore non aveva il diritto di dipingere in modo così impreciso; sentivo sordamente che in quell'opera mancava l'oggetto (il soggetto), ma con stupore e sgomento constatavo che non solo mi sorprendeva ma s'imprimeva indelebilmente nella mia memoria e si riformava davanti agli occhi nei minimi particolari. La pittura mi apparve dotata di una favolosa potenza e inconsciamente l'oggetto trattato nell'opera perdette, per me, parte della sua importanza come elemento indispensabile".